«Chi assume medicinali e trascura l’alimentazione spreca le capacità dei suoi medici.» Proverbio cinese
La nostra alimentazione è molto più di una semplice fonte di energia; influisce su numerosi aspetti della salute, tra cui le capacità cognitive, l’equilibrio mentale, il sonno, la percezione del dolore, i processi infiammatori e il benessere generale. Al centro di queste molteplici interazioni si trova un sistema di regolazione del nostro corpo finora poco considerato: il sistema endocannabinoide (ECS). Questa rete di recettori e messaggeri chimici funziona come un sistema di equilibrio interno ed è coinvolta nella regolazione di numerosi processi biologici. Le ricerche più recenti dimostrano che alcuni alimenti e sostanze vegetali possono agire in modo mirato sull’ECS, con potenziali conseguenze di grande rilievo per la salute e il benessere.
Il sistema endocannabinoide: il centro di controllo poco conosciuto
L’ECS è composto da tre elementi principali: i recettori dei cannabinoidi (soprattutto CB-1 e CB-2, ma probabilmente anche altri), i ligandi endogeni (endocannabinoidi) e gli enzimi responsabili della loro sintesi e degradazione. Si tratta di un sistema endogeno fondamentale, che garantisce l’omeostasi e il mantenimento di un equilibrio sano nell’organismo quando i fattori esterni cambiano, come ad esempio nelle situazioni di stress. L’ECS è estremamente versatile e regola numerose funzioni, tra cui le risposte allo stress, la percezione del dolore, l’umore e il benessere, il sonno, l’appetito e il bilancio energetico, lo sviluppo e la protezione neuronale, ma anche le risposte immunitarie e molte altre funzioni.
Una particolarità dell’ECS è che funziona “on-demand”, cioè gli endocannabinoidi vengono prodotti solo quando necessario e agiscono per un periodo limitato. Questo rende l’ECS particolarmente sensibile agli influssi esterni, come alimentazione, attività fisica o stress.
Acidi grassi Omega-3 e Omega-6: i mattoni dell’ECS
La base per la formazione degli endocannabinoidi è costituita dagli acidi grassi polinsaturi, in particolare dagli acidi grassi Omega-6 e Omega-3. Gli Omega-6, soprattutto l’acido arachidonico, sono precursori diretti degli endocannabinoidi anandamide e 2-AG. Un’alimentazione ricca di Omega-6 favorisce quindi la produzione di questi endocannabinoidi. Tuttavia, un eccesso di Omega-6 – come spesso accade nella dieta occidentale, dove il rapporto può arrivare fino a 16:1 rispetto agli Omega-3 – può portare a una sovraattivazione dell’ECS. Questo può favorire infiammazioni, sovrappeso e disturbi metabolici.
Gli acidi grassi Omega-3, presenti ad esempio nel pesce azzurro, nella canapa, nei semi di lino, nelle noci, nei semi di zucca, nell’olio di colza o nei semi di chia, svolgono un ruolo opposto: favoriscono la produzione di molecole simili agli endocannabinoidi, come il DHEA, che hanno effetti antinfiammatori e possono riportare l’ECS in equilibrio. Un rapporto bilanciato tra Omega-6 e Omega-3, idealmente di 4:1 o inferiore, è fondamentale per sostenere al meglio l’ECS e regolare i processi infiammatori nell’organismo.
Puoi migliorare questo rapporto anche riducendo nel tuo piano alimentare i cibi ad alto contenuto di Omega-6, come alimenti molto lavorati, prodotti pronti, olio di girasole, olio di cartamo e grandi quantità di carne e insaccati, che sono particolarmente ricchi di Omega-6.
Alimenti a base di canapa: molto più di una semplice tendenza
I prodotti a base di canapa come semi di canapa, olio di canapa e proteine di canapa sono diventati negli ultimi anni dei veri e propri superfood, e a ragione. I semi di canapa non solo forniscono proteine vegetali di alta qualità, ma offrono anche un rapporto quasi ideale tra acidi grassi Omega-6 e Omega-3, pari a circa 3:1. Questo li rende una base perfetta per sostenere l’ECS attraverso l’alimentazione.
Ma la canapa offre ancora di più: oltre agli acidi grassi preziosi, la pianta contiene anche tracce di fitocannabinoidi come l’acido cannabidiolico (CBDa). Nella pianta di canapa, il cannabidiolo (CBD) è inizialmente presente solo come CBDa. Solo attraverso il riscaldamento (ad esempio durante l’essiccazione, la cottura o l’estrazione) il CBDa si trasforma in CBD, un processo chiamato decarbossilazione. Sia il CBDa che il CBD non sono fortemente psicoattivi come il THC; il CBD potrebbe persino attenuare l’effetto psicoattivo del THC. Tuttavia, CBDa e CBD si differenziano per struttura, biodisponibilità ed effetti: il CBDa viene assorbito meglio dall’organismo e agisce in modo diverso sul sistema endocannabinoide rispetto al CBD. Mentre il CBD è stato studiato più approfonditamente, i primi studi preclinici indicano che il CBDa potrebbe avere effetti propri, in parte anche più marcati, ad esempio su infiammazioni o nausea.
Inoltre, ci sono indicazioni che alcuni terpeni aromatici come il beta-cariofillene o il limonene e altri composti vegetali secondari della canapa possano interagire con l’ECS e modularne la funzione, ad esempio aumentando la disponibilità degli endocannabinoidi prodotti dall’organismo o sostenendo i percorsi di segnalazione antinfiammatoria.
Nella pratica, la canapa può essere facilmente integrata nella vita quotidiana: due o tre cucchiai di semi di canapa nel muesli, un cucchiaio di olio di canapa sull’insalata oppure un cucchiaio di proteine di canapa nel frullato possono già aiutare a sostenere un’alimentazione equilibrata. Per quanto riguarda la tisana alla canapa, durante la preparazione è importante versare sulle foglie acqua calda ma non bollente, per preservare il più possibile i terpeni in essa contenuti.

La forza delle piante per l’ECS: pepe, echinacea, maca e altro
Oltre alla canapa e alla cannabis, esistono altre piante che possono modulare in modo mirato l’ECS. Particolarmente interessanti sono il pepe nero, l’echinacea, la curcuma, la maca e il kava kava.
Pepe nero (Beta-Cariofillene)
Il beta-cariofillene è un terpene presente nel pepe nero, origano, rosmarino e anche nella canapa. Studi preclinici suggeriscono che possa interagire con il sistema endocannabinoide e mostrare effetti antinfiammatori e analgesici nei modelli animali. Tuttavia, queste prime evidenze provengono principalmente da studi sperimentali in laboratorio; mancano ancora studi clinici sull’uomo. Questo vale in gran parte anche per gli alimenti descritti di seguito.
Echinacea (Echinacea)
L’echinacea contiene i cosiddetti N-acilethanolamine, che sono strutturalmente simili agli endocannabinoidi prodotti dall’organismo. Studi preclinici suggeriscono che questi composti vegetali interagiscono con i recettori CB2 del sistema endocannabinoide e possono influenzare le vie di segnalazione legate all’infiammazione in modelli cellulari e animali. Sono stati osservati effetti sulle risposte immunitarie, come l’inibizione di specifici mediatori dell’infiammazione. Se e in che modo questi risultati siano applicabili all’uomo è oggetto di ricerche attuali.
Curcuma (Curcumina)
La curcumina, il pigmento giallo brillante della radice di curcuma, secondo studi preclinici inibisce l’enzima FAAH, che normalmente degrada l’endocannabinoide anandamide. Di conseguenza, il livello di anandamide nell’organismo aumenta, il che potrebbe avere effetti positivi su umore, percezione del dolore e processi infiammatori. L’associazione con pepe nero (piperina) aumenta notevolmente la biodisponibilità della curcumina.
Maca (Lepidium meyenii)
La radice peruviana contiene N-alchilammidi, che agiscono come inibitori della FAAH e rallentano la degradazione dell’anandamide. Questo aumenta la concentrazione di questo “molecola della felicità” anandamide nell’organismo, il che potrebbe favorire effetti potenzialmente antistress e neuroprotettivi. Studi preclinici suggeriscono inoltre un’azione sinergica con il CBD.
Kava Kava (Piper methysticum)
Il Kava Kava è una pianta medicinale tradizionale del Sud Pacifico. La radice contiene kavalattoni come lo yangonina, che agiscono sul recettore CB1 e potrebbero quindi esercitare effetti ansiolitici e rilassanti. Gli estratti di kava sono tradizionalmente utilizzati in alcune culture per favorire il rilassamento. La ricerca clinica sulle possibili applicazioni è ancora in corso.
Consigli pratici sull’alimentazione per rafforzare il sistema endocannabinoide
Chi desidera sostenere il proprio sistema endocannabinoide dovrebbe seguire una dieta equilibrata e prevalentemente a base vegetale. Sono particolarmente consigliati:
• Alimenti ricchi di Omega-3: pesce grasso (ad es. salmone, sgombro), semi di lino, semi di chia, noci, semi di canapa e olio di canapa
• Riduzione degli Omega-6: evita l’olio di girasole, preferisci invece olio d’oliva o olio di colza.
• Sostanze vegetali: curcuma (meglio se abbinata al pepe nero), prodotti a base di canapa, erbe aromatiche come origano e rosmarino, uva
Anche l’attività fisica regolare, un sonno sufficiente e una buona gestione dello stress favoriscono il corretto funzionamento dell’ECS.
Conclusione
La scienza lo dimostra sempre più chiaramente: il sistema endocannabinoide è una chiave fondamentale per la salute, il benessere e la prevenzione. Con un’alimentazione equilibrata, ricca di acidi grassi Omega-3 e mirata all’assunzione di sostanze vegetali come curcumina, beta-cariofillene e kavalattone, possiamo sostenere attivamente il nostro ECS. La cannabis svolge un ruolo centrale: la pianta fornisce non solo acidi grassi preziosi, ma anche sostanze vegetali secondarie che modulano l’ECS in modo naturale.
Abbiamo ancora molto da imparare, ma una cosa è certa: il futuro dell’alimentazione sarà personalizzato, a base vegetale e avrà il sistema endocannabinoide come punto di riferimento.
Nota: Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere medico. Gli alimenti e le sostanze vegetali menzionati non sono medicinali. In caso di disturbi di salute, consulta una dottoressa o un dottore.
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